lunedì 5 novembre 2007

Editoriale del Maud.it numero 21 del 5 Nov 2007


QUELLA STRANA GIOIA...

Ripenso a quanto ho letto e visto sulle varie televisioni e giornali italiani ultimamente; la situazione esigerebbe un’analisi quanto meno approfondita, che tuttavia mi è impossibile da condurre in queste poche righe. Ma mi basta però ricordare un breve passo dell’Etica spinoziana, un passo che è già stato accuratamente commentato da Gilles Deleuze. Si parla di tristezza e di gioia, sentimenti esclusivamente umani che perciò ognuno conosce sulla propria pelle e che quindi rendono facilmente accessibile a ciascuno la breve riflessione che sto districando. Tristezza e gioia – dicevamo – ma anche odio e paura: perché “odiare significa volere distruggere ciò che rischia di distruggerci”. Ed è la tristezza a generare l’odio. Com’è sempre la tristezza a generare anche la gioia. Ma si genera la gioia dalla tristezza solamente quando la tristezza si è già tramutata in qualcos’altro: quando si è già trasformata in odio. Riprendo ancora Spinoza: “se immaginate infelice l’essere che odiate, il vostro cuore proverà una strana gioia”. Ma ci sarebbe dunque da chiedersi se questa gioia sia davvero una gioia autentica. Per quanto mi riguarda, credo che essa rischi d’essere solamente un qualche sentimento compensatorio, un palliativo insomma. Il fatto è che queste gioie dell’odio, per quanto possano mai risultare assolutamente immense ed alle volte persino fatuamente appaganti, non risolvono quella situazione di partenza, ovvero quel sostrato di tristezza primordiale. Perché l’uomo dell’odio (l’uomo del risentimento come direbbe Spinoza) è per natura un uomo le cui gioie sono da sempre e per sempre avvelenate dalla tristezza e dal malumore. Sono quindi delle gioie indirette, non pure, illusorie. Non c’è poi da andare troppo lontano nei collegamenti per comprendere ciò a cui io mi sto riferendo; perchè sembra davvero impazzata in tutte le nostre città ed in ogni piccolo quartiere un odio razzista (forse) senza precedenti. Ma la soluzione (come sempre) non sta mai nell’odio e nella vendetta.